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Interviste a cantanti lirici e non

Metodologie delle scuole di musica e canto, cantanti lirici e non.

Un esordio teatrale, ad effetto, vagamente marxiano, per introdurre il discorso sul ruolo della respirazione nel canto potrebbe essere: “Finora gli scienziati hanno cercato di capire la realtà materiale, esterna, visibile della respirazione e del canto, si tratta adesso di penetrarne il retroscena invisibile.” In effetti anche la respirazione e il canto, come succede con gli aspetti più profondi e significativi della vita, manifestano la natura bidimensionale, a due facce, esteriore ed interiore, della realtà, facce che non sempre coincidono e che non sempre necessariamente devono coincidere, ma di cui è importante comunque capire i rapporti come pure le sfasature.

Le vocette sottili e deboli nell’intero loro registro, che, secondo me, poco valgono, perché qualunque voce deve avere (per quanto più si può) un buon corpo. Si osservano ordinariamente queste voci, debolissime nelle corde di petto, ed in conseguenza prive delle voci gravi, ma ricche di acuti, o siano voci di testa che vengono modulate dalle metodologie delle scuole di musica e canto. Se a tale qualità di voci si procurerà aumento e robustezza, da vocette infelici, diverranno voci buone, grate e pregevoli. Per ottenere questo, non v’è, a mio credere, il più sicuro mezzo, che di far cantare per qualche tempo coloro, che sono in simili circostanze, nelle sole corde di petto.