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Ora X: Inferno di Dante


Teatro Alighieri
Via di Roma - Ravenna
Venerdì 23 ottobre 2009 ore 21

Ora X: Inferno di Dante
Testi poetici: Dante Alighieri
Dialoghi: Matteo Belli
Di e con: Matteo Belli
Scena, luci, fonica: Luigi Sermann
La maschera ed i burattini sono realizzati da: Roberta Antinori
Organizzazione: Maurizio Sangirardi
Una produzione Associazione Ca’ Rossa / Centro Teatrale per l’Oralità



NOTE DELL’AUTORE

Un banco di scuola al centro della scena.
Attorno ad esso, gli eventi vissuti, sognati ed immaginati che hanno condotto uno studente qualsiasi ad occuparsi oggi, come teatrante, dell’Inferno di Dante Alighieri.
Un percorso che l’attore Matteo Belli compie attraversando alcuni dei luoghi della prima cantica della “Commedia”, con il piacere e l’emozione per una sfida personale non più rimandabile nel tentare di portare ai sensi dell’orecchio e dell’occhio moderno i versi classici tra i più alti dell’intera storia letteraria italiana.
La dizione (a memoria), quindi, di un attore che, nel rispetto per l’integrità e la musica della terzina in endecasillabi, non dimentica mai che una simile materia è sempre il luogo di un impegnativo ma eccitante “gioco” teatrale in cui, sia chi dice che chi ascolta, accetta di vivere una trasformazione profonda che dalla lettura della pagina lo trasporti sulla scena dell’evento agito, interpretato, quindi rivissuto.
Quello che si tenta, pertanto, di offrire è il Dante come poeta della rappresentazione, summa compiuta di un universo culturale concluso ma anche sempre vivo e sensibile ai tentativi di restituzione realistica e “materica” di un’umanità eternata nelle proprie forme di caducità esemplare.
E’ in questa chiave di lettura del verso dantesco che vengono interpretate le vicende dell’ingresso nella selva oscura, l’incontro con Virgilio, il dramma d’amore di Paolo e Francesca, la fierezza della passione politica di Farinata degli Uberti, la struggente malinconia nel suicidio di Pier della Vigna, il supplizio diabolico ai danni di un barattiere, il “folle volo” di Ulisse, la macabra fine del Conte Ugolino.
In conclusione, un incontro per cercare di ritrovare le motivazioni della pagina letteraria al di fuori di essa, nel diretto ed im-mediato rapporto comunicativo tra interprete e spettatore.



RECENSIONI

Elisa Albertini
 L’ARENA – VERONA 7/06/2007
“Scopo di questa messinscena è stato quello di riportare e ricreare la musicalità della terzina dantesca in endecasillabi e di evocare tutta l’immediatezza e la vitalità di questi versi, scelti tra i canti più famosi e più teatrali. Uno spettacolo molto apprezzato in cui l’attore bolognese dimostra tutta la sua esperienza e bravura passando dal mimo ai cambi di registro senza trascurare la sua arte giullaresca nell’interpretazione di vari personaggi.”
 
Ernesto Schoo LA NACION BUENOS AIRES ARGENTINA 16/03/2008
“Belli, attore prodigioso, trasformandosi alternativamente in Dante, nella sua guida spettrale, Virgilio, e nei più vari personaggi, propone quel viaggio in chiave umoristica, senza evitare di diventare serio (e molto serio) quando la situazione lo richiede. Così, mentre docenti di vario assortimento opprimono gli alunni con il disprezzo e l’arroganza e le loro vittime ricorrono a tutte le marachelle che gli vengono in mente per resistere e mascherare le proprie carenze, si apre davanti allo spettatore – tra l’attonito e l’affascinato (né si notano le quasi due ore di durata) – il panorama accecante di questa Summa della sensibilità, delle conoscenze, dei costumi, delle altezze e degli abissi della società medievale, che è qui specchio di tutta la comunità umana. […] Una colossale ovazione, certamente molto meritata, ha salutato la sera del debutto questo spettacolo tanto originale e tanto divertente. Forse, qualche spettatore entusiasmato si deciderà a leggere, una volta per tutte e con il ricordo del rifacimento di Belli, il testo immortale: sarebbe la felice conseguenza di questa nobile impresa.”
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